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Praga Città Esoterica: 7 luoghi imperdibili tra storia e leggende

Praga: 7 luoghi imperdibili tra storia e leggende

Cosa vedere a Praga esoterica? Chiese, monumenti, quartieri e scorci unici, sono solo alcune delle attrazioni che ogni anno attirano in città tantissimi turisti da tutto il mondo. La capitale della Repubblica Ceca nasconde anche, molti intriganti segreti e leggende tutte da scoprire: la Praga esoterica in passato ha ospitato alchimisti, maghi, astronomi ed astrologi, storia, magia, esoterismo, religione e antiche leggende. Il tutto si intreccia rendendola una delle capitali europee più suggestive e misteriose.

Nota anche come “Capitale della magia”, Praga, si congiunge idealmente a Torino e Lione formando “Il Triangolo della magia”.

Passeggiando nella capitale boema tra vicoli, piazze e palazzi, si avverte sempre la presenza dei personaggi che un tempo la popolavano.

Che abbiate diversi giorni o solo un week end, scoprire Praga esoterica non vi deluderà, e vi permetterà di vivere un’esperienza interessante e unica nel suo genere.

Se si passeggia per la Praga magica con uno sguardo attento, in ogni suo angolo, è possibile notare simboli, scritte, statue o monumenti che si ricollegano al suo passato esoterico che ha raggiunto il culmine durante l’impero di Rodolfo II.

In questo periodo, il sovrano radunò a Praga centinaia di maghi, alchimisti, astronomi e astrologi impegnandoli in numerose ricerche volte a scoprire i segreti della conoscenza suprema e a come tramutare il ferro in oro. È arrivato il momento di scoprire Praga e i suoi luoghi imperdibili. Sei pronto per questo viaggio nella capitale della magia?

Praga esoterica cosa vedere: 7 luoghi imperdibili

Nella capitale boema realtà e leggende esoteriche si intrecciano continuamente e la maggior parte dei monumenti storici sono legati a qualche leggenda di natura magica, a racconti tramandati da secoli che rendono Praga ancor più misteriosa ed affascinante. 

Orologio Astronomico di Praga: un capolavoro ricco di simboli religiosi e pagani

L’Orologio Astronomico di Praga, risalente al periodo medioevale, è una magnifica combinazione di ingegneria meccanica e di arte; è un capolavoro unico al mondo, ricco di simboli religiosi e pagani, che osservato con attenzione lascia a bocca aperta.

E’ montato sul lato sud del municipio della Città Vecchia, Staré Město, ed è per ovvie ragioni, una delle maggiori attrazioni della Praga esoterica.

Il meccanismo è composto da tre elementi principali: il quadrante astronomico, sul quale, oltre all’ora, sono rappresentate le posizioni in cielo del Sole e della Luna, e altre informazioni astronomiche; il “Corteo degli Apostoli”, un meccanismo che, allo scoccare di ogni ora, mette in movimento delle figure rappresentanti i 12 Apostoli; e il quadrante inferiore composto da 12 medaglioni raffiguranti i mesi dell’anno.

Orologio Astronomico di Praga: tra storia e leggenda

L’elemento più antico dell’orologio è il meccanismo del quadrante astronomico, che risale al 1410, quando il Re di Boemia Venceslao IV ne commissionò la costruzione all’orologiaio imperiale Nikuláš di Kadaň. 

Successivamente, intorno al 1490, vennero aggiunti il quadrante del calendario e le sculture gotiche che decorano la facciata. 

Per molti anni si è creduto che l’orologio fosse stato progettato e costruito dall’esperto orologiaio Maestro Hanuš, ma poi si è scoperto che le cose andarono diversamente.

Pare che dopo pochi anni dalla messa in opera, l’orologio non funzionasse molto bene e l’imperatore decise di chiamare il Maestro Hanuš per perfezionarne la meccanica. Il lavoro fu eseguito magistralmente, ma ciò costò caro al povero Hanuš.

Secondo la leggenda Hanuš sarebbe stato accecato per ordine dei consiglieri della città di Praga per impedirgli di costruirne un altro simile altrove. Per vendicarsi dell’accecamento, maestro Hanuš, con l’aiuto di un suo allievo si introdusse nella torre dell’orologio e si gettò tra gli ingranaggi maledicendo chiunque avesse provato a ripararlo.

Il suo gesto compromise il funzionamento dell’orologio per molti decenni, in quanto nessuno fu in grado di ripararlo fino al 1552.

Tra il 1787 e il 1791 furono aggiunte le figure degli Apostoli che si affacciano dalle due finestrelle, ed infine negli anni 1865-1866 fu aggiunta la figura iconica del gallo dorato che, dopo la comparsa dell’ultimo apostolo, canta appollaiato sopra le finestre.

L’intera struttura che ospita l’orologio ha subito gravi danni nelle ultime fasi della Seconda Guerra Mondiale, quando gli eserciti nazisti, appiccarono il fuoco nella torre del Municipio. 

L’orologio fu gravemente danneggiato e riprese a funzionare solo nel 1948, con notevoli sforzi ed un lungo restauro.

Orologio Astronomico di Praga: la bellezza di ogni sua parte

Osservando questo capolavoro attentamente, si resta colpiti dalla perfezione e bellezza di ogni sua parte.

Il quadrante astronomico ha la forma di un astrolabio, un antico strumento astronomico usato per calcolare la posizione di corpi celesti, come la Luna e il Sole. 

Sullo sfondo del quadrante è raffigurata la Terra, rappresentata da un cerchio la cui parte superiore, colorata di blu, sta ad indicare la porzione di cielo che si trova sopra l’orizzonte, mentre la porzione inferiore, di colore nero e rosso, raffigura il cielo sotto l’orizzonte.

Durante il giorno, il sole dorato si trova sulla parte blu dello sfondo mentre di notte si trova sul nero. Durante l’alba o il tramonto, il sole meccanico è posizionato sulla parte rossa dello sfondo.

Nella parte sinistra dello sfondo si trovano le scritte latine aurora (aurora) e ortus (alba), in quella destra occasus (tramonto) e crepusculum (crepuscolo).

La Luna ruota attorno all’orologio come a figurare la sua orbita attorno alla Terra. La sfera della luna, per metà argentata e per metà nera, mostra le fasi lunari, mentre la piccola stella d’oro indica la posizione dell’equinozio di primavera.

I numeri romani dorati posti sul bordo del quadrante indicano la normale ora locale di Praga. Le linee curve dorate, dividono la zona blu del quadrante in dodici parti, numerate con cifre arabe, che indicano invece le “ore planetarie”. 

All’interno del quadrante vi è un anello mobile recante i 12 simboli dello zodiaco, che si muove in modo che il sole lo attraversi in senso antiorario, indicando la posizione corrente nell’anno zodiacale.

Accanto all’orologio astronomico di Praga vi sono poi quattro figure che si muovono allo scoccare di ogni ora: lo scheletro, simbolo della morte, il turco simbolo della lussuria, il viandante con la borsa simbolo dell’avarizia, e il personaggio con lo specchio simbolo della vanità.

Il fatto che questo capolavoro, costruito più di 600 anni fa, sia così sofisticato, e ricco di elementi simbolici che intrecciano astronomia, cristianesimo e paganesimo, lo rende ancora più magico.

Il Ponte Carlo: superstizione, numerologia e leggende

Costruito tra la Città Vecchia ed il quartiere di Malá Strana, il Ponte Carlo è un altro luogo di Praga esoterica, simbolo storico della città.

E’ stato realizzato durante il regno di Carlo IV, re appassionato di numerologia, astrologia e matematica, che iniziò la costruzione del ponte in una precisa data suggeritagli dai suoi astrologi: il 9 luglio 1357, alle ore 5.31. 

Secondo i suoi astrologi di fiducia, la sequenza numerica (135797531) avrebbe preservato il ponte da qualsiasi cataclisma.

Si occupò della realizzazione del progetto l’architetto Petr Parler, già noto in città per la realizzazione del Castello di Praga e della bellissima Cattedrale di San Vito. 

La collocazione delle 30 statue, che per anni hanno abbellito il ponte, risale agli inizi del 700, e si deve ad un’iniziativa dell’ordine dei Gesuiti, che decise di dare lustro ai santi più importanti dell’epoca. 

Le statue presenti attualmente sul ponte, sono soltanto copie delle statue originali, che sono esposte al Lapidario, il Museo Nazionale cittadino.

A protezione del ponte, alle due estremità, sono state erette 3 torri di guardia che avevano lo scopo di proteggere il passaggio e all’occorrenza, servivano da prigione temporanea.

Il ponte, completato nei primi anni del 1400, in un primo momento prese il nome di Ponte di pietra, poi conosciuto come il Ponte di Praga, e infine nel 1870, prese l’attuale nome di Ponte Carlo (Karlův most).

Il Ponte Carlo: le leggende

La storia del Ponte Carlo, per quanto interessante, è resa ancor più affascinante dalle leggende che ruotano intorno a questo magnifico monumento, accrescendone la fama.

Secondo una leggenda molto nota, alla malta con cui fu costruito il ponte furono aggiunte migliaia di uova, allo scopo di rendere più solida la struttura. 

Carlo IV, quando ne ordinò la costruzione, chiese a tutti gli abitanti dei villaggi vicini di inviare quante più uova riuscissero a recuperare, affinché potessero impastarle con la malta per rendere il ponte più solido e resistente alle frequenti piene della Moldava.


Diverse analisi di laboratorio hanno dimostrato che in questa leggenda c’è un fondamento storico, infatti nella malta del ponte sono state scovate proprio tracce di uova.

Secondo la leggenda per molto tempo ciò che si costruiva di giorno crollava durante la notte, quindi l’architetto, ormai disperato, decise di fare un patto con il diavolo. Se lo avesse aiutato nella costruzione, Satana avrebbe potuto rubare l’anima alla prima persona che avrebbe attraversato il ponte durante la notte. Al tramonto, pensando di ingannarlo, l’architetto liberò un gallo sul ponte. Il diavolo accorgendosi dello stratagemma, rubò l’anima di sua moglie attirandola sul ponte con un inganno.

Un’altra leggenda è legata alla prima delle 30 statue collocata sul ponte, la statua di San Giovanni Nepomuceno, realizzata nel 1683 da Matthias Rauchmüller. 

Si narra che re Venceslao IV, infastidito per il fatto che San Giovanni, allora prete di corte, si fosse rifiutato di riportargli quanto emerso durante una conversazione con la regina, decise di punirlo tagliandogli la lingua e lasciandolo morire. In seguito, il suo corpo sarebbe stato gettato dal ponte e, nel punto esatto in cui cadde, avrebbe fatto brillare cinque stelle in acqua. Le stesse stelle che oggi simboleggiano il Santo. 

La statua di San Giovanni Nepomuceno si trova oggi nel punto esatto da cui il corpo sarebbe stato gettato. È credenza diffusa che questa statua porti fortuna per i successivi dieci anni ed assicura il ritorno a Praga, a tutti coloro che toccano la lapide alla sua base. 

Ecco perché di fronte alla statua, capita spesso di trovare una lunga fila!

E’ da brividi anche la leggenda dei Vodink, folletti cari al folklore boemo, raffigurati bagnati e con i capelli verdi, una specie di spiriti delle acque, che si aggirano tra i canali di Praga con il compito di raccogliere le anime degli annegati nella Moldava e custodirle in ampolle sul fondo del fiume. Questo è il motivo per cui si racconta che molti di coloro che cadevano nel fiume, non venivano più trovati. 

C’è un episodio in particolare che ha reso celebri questi folletti: uno di loro, adirato con il proprietario di un carretto colpevole di aver sporcato le acque del fiume, decise di aspettare l’uomo nei pressi del ponte. L’uomo, in attesa che i suoi cavalli si abbeverassero, venne afferrato e trascinato sul fondo della Moldava, dal Vodink, che imprigionò la sua anima nella sua ampolla.

Se di giorno il Ponte Carlo è un luogo molto vivace, attraversato da centinaia di persone, pieno di artisti di strada e venditori di souvenir, di notte fa venire la pelle d’oca.

Un’ultima leggenda racconta che, quando sull’isola di Kampa nasce un bambino, le statue si animano e cominciano a parlare tra loro di come occuparsi della protezione del nascituro.

L’Isola di Kampa: la dimora dei Templari

L’ incantevole isola di Kampa, è situata tra il corso principale della Moldava e un canale artificiale, il Čertovka, anche conosciuto come “canale del Diavolo”.

Secondo alcune antiche leggende, il canale deve il suo nome ad una donna indemoniata che viveva nelle sue vicinanze ed era solita recarsi al torrente per lavare i panni.

Il canale fu costruito probabilmente nel 1100 dall’Ordine dei Cavalieri di Malta per far girare i mulini ad acqua di origine medievale, che ancora si possono ammirare sulla riva. Il più antico tra i mulini costruiti sul canale, risalente al 1400, è il Mulino del Gran Priore, divenuto l’icona dell’isola di Kampa.

L’Isola ospita inoltre la residenza del Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, un edificio dalla forma bizzarra, che ricorda una mezzaluna. Ciò l’ha resa il simbolo del legame tra la città e l’Ordine dei Templari,

La suggestiva isola di Kampa è un luogo tranquillo dove godersi una passeggiata lontano dai turisti; l’ampio parco dell’isola ospita sculture, ristoranti e il Museo Kampa, una galleria d’arte moderna.

Sull’isola, potrai ammirare la città da splendide prospettive e visitare il muro di John Lennon: una parte del muro dei Giardini Maltesi che dopo la morte dell’ex leader dei Beatles venne decorata con graffiti ispirati al celebre cantante inglese.

Il Vicolo d’Oro: la zona abitata da alchimisti ed astronomi

Il Vicolo d’Oro, situato entro i confini del maestoso Castello di Praga, nel quartiere di Hradčany, è senz’altro uno dei luoghi da visitare a Praga.

Il Vicolo è una celebre stradina di Praga caratterizzata da una fila di 11 edifici variopinti, costruiti inizialmente per ospitare le 24 guardie dell’imperatore Rodolfo II d’Asburgo e le relative famiglie.

Praga esoterica cosa vedere Vicolo d'oro

In seguito, il Vicolo D’oro ospitò tutti gli alchimisti e gli astronomi che l’Imperatore aveva riunito attorno alla sua corte nella speranza di perseguire la conoscenza universale, ma anche per capire come tramutare il ferro in oro.

Nel corso dei secoli nelle piccole case colorate che costeggiano il Vicolo D’Oro si sono succeduti diversi personaggi illustri. Durante i primi del Novecento, infatti, il vicolo divenne una zona piuttosto esclusiva dove si insediarono scrittori come Kafka, Jiří Mařánek, Jaroslav Seifert e František Halas.

Oggi il Vicolo d’Oro è stato ristrutturato ed è stato convertito in un’esposizione permanente che permette ai visitatori di conoscere la vita di molti personaggi controversi del passato. 

Proprio qui abitava anche l’indovina di Praga, Matylda Průšová, uccisa su ordine di Hitler e diventata ancor più famosa per avere predetto il destino al Führer ed il crollo del terzo Reich.

La Casa di Faust: una delle mete che rendono Praga esoterica così affascinante

Tra i molti luoghi da visitare di Praga, collegati a leggende e misteri, non ce n’è uno più misterioso della leggendaria Casa Faust in Charles Square.

L’edificio è dedicato al leggendario Dr. Faust, personaggio collegato all’Opera goethiana, noto per aver stretto un patto con il diavolo.

Una leggenda narra che viveva lì e che il diavolo lo portò all’inferno attraverso un buco nel soffitto; un’altra versione dice, che il diavolo lo prese dal secondo piano della torre d’angolo: da allora ci sono segni inspiegabili sul muro.

In realtà, molto probabilmente, il vero Dr. Faust non ha mai visitato la città di Praga. La casa ha preso questo nome per la sua storia mistica e soprattutto per i suoi abitanti eccentrici.

Un’altra leggenda narra di un povero studente che trovò rifugio nella deserta Faust House, quando non aveva nessun posto dove vivere. La storia del dottor Faust era ben nota all’epoca, quindi tutti avevano paura di passare una notte lì. 

Si racconta che lo studente trovò in casa alcuni libri di magia nera e che fu rapito dal Diavolo proprio come Faust prima di lui.

La storia oscura della zona di Na Morani

La Casa Faust si trova nella zona in cui le persone portavano sacrifici alla dea oscura Morana in epoca pagana. Il posto è ancora chiamato “Na Morani“. Molto prima della fondazione della Città Nuova di Praga, c’era una fattoria abitata da Vaclav principe di opava, appassionato di scienze naturali e alchimia.

Il principe fu il primo ad essere associato alla leggenda di Faust a causa della sua particolare professione. Il luogo è stato ricostruito come una tipica casa rinascimentale nel XVI secolo.

Eccentrici abitanti della Casa Faust

La dimora appartenne all’alchimista inglese Edward Kelley, che era stato al servizio dell’imperatore Rodolfo II (1552- 1612).

Dal1590 Kelley conduceva una vita opulenta, godendo del patrocinio della nobiltà, e convinse molti personaggi influenti che egli era in grado di produrre oro. 

Dopo uno strabiliante successo, nel suo laboratorio alchimistico, dove pare che ottenne l’oro, Rodolfo nominò Kelley “Barone del Regno” e alchimista di corte.

Nel maggio del 1591, tuttavia, Rodolfo fece arrestare e rinchiudere Kelly nel castello di Křivoklát, con l’accusa di aver ucciso un ufficiale in un duello.

Sembra che l’imperatore non avesse mai dubitato della capacità di Kelley di produrre oro e sperava che la prigione lo avrebbe indotto a cooperare. Inoltre, è possibile che non volesse che Kelley scappasse prima di aver effettivamente prodotto dell’oro.

Nel 1595, Kelly accettò di cooperare e tornare al suo lavoro alchemico; fu rilasciato e riportato al suo precedente status. Quando non riuscì a produrre oro, fu nuovamente imprigionato, questa volta nel Castello di Hněvín a Most. 

Kelley morì nel 1597 a soli 42 anni. Si racconta che perì nel tentativo di scappare dal castello, a causa delle le ferite riportate dopo una caduta. Alcuni raccontano che in realtà, caduto in disgrazia, si fece avvelenare dalla moglie per evitare ulteriori sofferenze fisiche e morali.

Durante il regno di Rodolfo II, vi abitò l’astrologo Jakub Krucinek con i suoi due figli. Da quanto si racconta, il figlio minore uccise il fratello maggiore per via di un presunto tesoro nascosto nella casa.

Nel XVII secolo l’edificio raggiunse la massima popolarità nel folklore locale, grazie a Ferdinando Mladota di Solopysky. Gli esperimenti dell’alchimista portarono spesso a grandi esplosioni producendo buchi nel tetto e causando lo spavento degli abitanti del quartiere.

Secondo quanto riferito, era una persona strana e aveva degli strumenti unici a casa per intrattenere i suoi ospiti. Le sue automatizzazioni meccaniche e le sue figurine in movimento erano straordinarie all’epoca per cui molti credevano che fosse un mago.

Probabilmente il titolo di abitante più eccentrico della casa Faust va a Karl Jänig che qui visse nel XIX secolo.

Era ossessionato da tutto ciò che riguardava la morte. Aveva una collezione di strani oggetti macabri, ricoprì le pareti con testi funebri e teneva una forca funzionante in casa. Girava voce che era solito dormire in una bara.

Nelle sue ultime volontà chiese di essere messo nella sua bara a faccia in giù.

Anche nel XX secolo si sono verificati strani eventi in Casa Faust; giusto per fare qualche esempio, sono stati rinvenuti gli scheletri di sette gatti murati sul fondo dell’edificio, e la casa ha preso fuoco diverse volte senza alcuna causa.

Attualmente l’edificio appartiene alla Facoltà di Medicina dell’Università Charles di Praga, purtroppo è chiuso al pubblico ma si può ammirare la casa esternamente.

Ghost Museum

Un altro luogo della Praga esoterica è il Ghost Museum, imperdibile per gli amanti dei racconti sui fantasmi e sulle presenze inquietanti. Situato al numero 18 della via principale che si chiama Mostecka e che si trova all’ingresso di Mala Strana, questo museo è stato creato all’interno di uno storico palazzo del XIV secolo.

Visitando questo particolare museo potrete conoscere le principali leggende del centro storico di Praga ed i più famosi fantasmi della, il tutto basato su documenti storici autentici. 

Non solo, se vorrete conoscere di più su questo mondo potrete unirvi ad uno dei ghost tour di Praga, che durano circa un’ora, e che prevedono visite notturne attraverso la città vecchia e il quartiere ebraico. Ascolterete racconti inquietanti da una guida esperta di storia dell’arte gotica, esplorando le oscure strade secondarie della città.

L’Antico Cimitero ebraico: la leggenda del Golem

Tra i luoghi più misteriosi di Praga, vi è sicuramente l’Antico Cimitero Ebraico situato nel quartiere di Josefov, l’antico ghetto ebraico della città.

Servì come un cimitero dalla metà del 1400 fino al 1787; in oltre 300 anni di storia, fu l’unico posto in cui gli ebrei di Praga potevano essere sepolti. La più antica pietra tombale risale al 1439 e appartiene al poeta e studioso Avigdor Karo.

l’Antico Cimitero Ebraico accoglie i resti di oltre 100.000 ebrei. Sebbene le lapidi siano “solo” 12.000, per motivi di spazio le sepolture venivano effettuate stratificando i corpi; in alcune aree del cimitero ci sono fino a 12 strati di sepoltura ciò spiega il perché del terreno irregolare.

Tra le tombe più visitate di questo cimitero c’è quella del Rabbino Loew che secondo la leggenda, per proteggere il suo popolo da soprusi e violenze, plasmò vari Golem. Questi sono figure mitiche della tradizione ebraica, consistenti in possenti esseri antropomorfi di argilla a cui, i rabbini più abili, sono in grado di dare una forma di vita attraverso la magia cabalistica.

Il Golem era stato creato nella soffitta della Sinagoga Staronova. Qui il rabbino avrebbe plasmato i suoi Golem con il fango della Moldava, combinando i quattro elementi: fuoco e acqua, rappresentati dai suoi assistenti, l’aria, rappresentata da lui stesso, e la terra, costituita dall’argilla.

Il Golem non era dotato di anima, non provava emozioni, obbediva solo ed esclusivamente agli ordini del suo creatore. Per poterlo controllare si doveva inserire nella sua bocca una tavoletta di legno, che, conteneva la parola di Dio. 

Sempre secondo la leggenda, in una occasione Loew si dimenticò della tavoletta, per cui l’ultimo golem da lui creato, privo della parola di Dio, diventò incontrollabile e causò gravi devastazioni nel quartiere ebraico.

Secondo una credenza popolare se si lascia un biglietto o un sasso sulla tomba del Rabbino Loew i propri desideri vengono esauditi.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’Antico cimitero ebraico di Praga non fu toccato dai nazisti, che vollero lasciarlo intatto a memoria di un popolo estinto; per tale ragione, nel corso dei secoli ha conservato il suo carattere originario, saturo di storie e magia. 

Altri luoghi da non perdere a Praga

Praga si divide principalmente in due zone: Staré Město, Città Vecchia di Praga e Nové Město, Città Nuova, ovvero la parte più moderna e nuova della capitale ceca. 

A questi due quartieri principali si aggiunge la zona del Castello, che prende il nome di Hradčany, nota appunto per il suo maestoso castello, uno dei più grandi complessi al mondo, formato da palazzi storici, ufficiali ed ecclesiastici, fortificazioni, giardini e luoghi suggestivi.

Il Castello di Praga, simbolo dello stato Ceco da migliaia di anni, domina la città dall’alto in quanto sorge su una delle nove alture su cui si sviluppa la capitale ceca.

Vi suggerisco inoltre di visitare il quartiere Malá Strana, adiacente a Hradčany, ricco di edifici barocchi, chiese, negozietti di souvenir e giardini curatissimi.

Molto belle e assolutamente da non perdere sono anche le numerose chiese situate in tutta la città.

Concedetevi infine almeno una serata nella Città Nuova, la zona viva di Praga, che ospita numerosi ristoranti, bar e locali di ogni genere.

Quando visitare Praga

Praga può essere visitata tutto l’anno, ogni stagione regala alla città un’atmosfera unica. Ognuno dei luoghi nascosti di Praga è in grado di trasferire emozioni uniche e irripetibili. 

Sebbene innevata sia molto suggestiva, non dobbiamo dimenticare che i suoi inverni sono molto rigidi, con frequenti nevicate da novembre a marzo. Durante l’estate, invece, non sono rare le giornate di pioggia. 

Quindi a mio parere il periodo migliore per visitare Praga è tra Maggio e Giugno, oppure a Settembre. 

Spero abbiate trovato interessante questo insolito “viaggio” attraverso la Praga esoterica: una delle più suggestive, misteriose ed affascinanti capitali europee.

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Buon Viaggio!!!

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