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TUTTO INIZIA IN AUSTRALIA

Australia: il viaggio on the road

“ Vuoi raggiungermi?”

Questa fu la frase di iniziazione che mi ha portato a conoscere, quello che poi è diventato il mio unico modo di vedere il mondo, on the road; questo modo di viaggiare è l’unico che posso definire “calzato per me”. 

Il motore che mi ha dato il coraggio di intraprendere il primo viaggio internazionale, da sola, dall’altra parte dell’emisfero terrestre e oltre qualsiasi ostacolo, è stato indubbiamente l’Amore per l’avventura e l’Amore per un uomo; insomma…l’Amore.

Non posso che dedicare questo primo articolo all’anima splendida di Renato, che pazientemente è stata la mia guida verso le prime regole, importanti e vitali, del vivere on the road.

Come compagna di uno scrittore di racconti di viaggio, tra le tante sfaccettature della vita che ho avuto il piacere di assaporare, è dolce ricordare di aver dato il mio contributo nel curare, nell’accogliere e nell’amare i suoi momenti di silenzio e di ascolto solitario; momenti immersi in quel mondo meditativo che è “scrivere”.

Quando il cuore mi rimanda alle emozioni vissute in Australia, la testa risponde con immagini collegate a sole, sorrisi, animali, mare, onde, musica, e sacralità.

Blu, giallo, rosso e verde sono i colori dominanti di questa isola magica e selvaggia, un’isola dalla meravigliosa vastità naturale.

ARRIVO A BRISBANE: l’emozione in un abbraccio e l’inizio dell’avventura

Atterrata a Brisbane, dopo un abbraccio che racchiudeva al suo interno, l’emozione e il desiderio della presenza fisica, dopo nove mesi di meravigliosa presenza telepatica, conosco Simba, quella che sarà la nostra home-car per i successivi tre mesi on the road. 

Sul cruscotto c’erano due piantine grasse e un cartello con su scritto “ Welcome to Australia”; le piantine ci fecero compagnia per gran parte del nostro viaggio, per poi essere affidate con gratitudine a Madre Terra.

La nostra Simba era studiata per svolgere la sua normale funzione durante il giorno e trasformarsi in un letto comodissimo durante la notte. 

Era una monovolume bianca della vauxhall e si chiamava Simba perché il suo simbolo era proprio un leone.

Il budget era davvero basso e ricordo l’Australia abbastanza costosa.  Il pensiero primario era il costo del gasolio e del gas per cucinare; spesso mangiavamo riso e verdure, ma la frutta era il nostro nutrimento primario.

La maglia bianca a maniche lunghe in cotone, è fondamentale; durante il viaggio prenderà una sfumatura di colore, che elegantemente chiamo “life color”, con sfumature decisamente originali e personali (è un colore che crei tu, ecco).

Un paio di stivaletti, infradito, un cappello e si parte. 

La sveglia suona molto presto ed è magica; è magico godersi un tè mentre saluti il sole, quel sole che ti ricorda, già a quell’ora, che più tardi sarà dura. Tu ringrazi fratello sole, e gli ricordi a tua volta, che è proprio per questo che è un piacere mettersi in viaggio con la brezza ancora fresca delle prime ore mattutine.

Quando ci diamo il cambio alla guida, inizio a prendere confidenza con Simba, soprattutto con un bottone, che in certe strade australiane il tuo piede ringrazia di avere, il cruise control.

Vaste strade e paesaggi diversi, si presentano ai miei occhi, inizio a prendere confidenza anche con i canguri, che al crepuscolo si presentano a bordo strada, e si lanciano sulle macchine facendo quella che comunemente viene chiamata “la finta”. 

Purtroppo capita spesso di vederli morti, e disgraziatamente, successe anche a noi di investirne uno. Per fortuna andò a finire al meglio per entrambi, anche perché andavamo piano; in ogni caso ebbi gli incubi per tre giorni!

Solitamente, tre ore prima del tramonto, iniziavamo a guardarci attorno per trovare il luogo più adatto per passare la notte. Nelle vicinanze delle abitazioni potreste vivere l’esperienza dello Sceriff che bussa alla porta di “casa” in piena notte, e tu con gli occhi gonfi di sonno, sei costretto a cambiare postazione senza controbattere. 

In natura la ricerca cambia a seconda di molte varianti: il tempo, la distanza dalle kilometriche basse maree o la presenza di animali. Vagli la possibilità di fare un piccolo fuoco ristoratore, studi di come preparare la zona notte e soprattutto vagli possibilità di preparare un pasto caldo; molto spesso l’unico della giornata.

LA EAST COAST: spiagge infinite e tramonti indimenticabili

Costeggiamo la comoda east coast, con le sue spiagge infinite, l’acqua turchese e palme di cocco.

Spesso in quelle zone trovammo luoghi di ristoro e parchi, dove fermarci a cucinare con dei grill comunali che le persone usavano e curavano in maniera impeccabile.

Ho uno splendido ricordo delle sere in cui tutte le persone si fermavano nel punto dove tramontava il sole.

Noi spesso ci trovavamo già lì; mentre Renato scriveva, io avviavo il pasto, scattavo qualche foto e poco prima dello spettacolo ci incontravamo, tutti in prima fila, a ringraziare il sole e ad ammirare il cielo acquerellato di colori mozzafiato.

Il NORTHERN TERRITORY: un paradiso inaspettato 

Ringraziamo le stupende coste del Queensland ed entriamo nel Northern Territory, con le sue sfumature verdi; foreste da attraversare, cascate meravigliose dove godersi il fresco tocco dell’acqua sulla pelle nuda, fiori, animali e piante mai viste prima (come il bellissimo Baobab).

Non dimenticherò mai le formiche color oro, i coloratissimi gechi e il loro cantare, i koala, le bellissime aquile, serpenti, varani e uccelli sconosciuti.

Un giorno attraversando una gorge (un canyon), trovammo uno spazio per sostare già usato precedentemente da qualche viaggiatore, quindi decidemmo di accamparci anche noi per quella notte.

Al momento del risveglio, uscii dalla tenda per godermi i primi attimi del mattino e mi avvicinai ad una vasca naturale per farmi un bagno. Immersa in acqua, poco più in là, c’era Vary che prendeva il sole e si faceva il bagno. 

Incantata, mi fermai per qualche secondo ad ammirare quel meraviglioso Varano. Poi, con calma, andai a prendere la macchina fotografica e al mio ritorno Vary era rimasto lì, sicuro di sentirsi a casa, e probabilmente tranquillo perché sentiva che le mie erano buone intenzioni.

Il nostro viaggio ci portò a visitare straordinari parchi naturali come il Kakadu National Park e il Litchfield National Park e Katherine, che consiglio con tutto il cuore, e ci ha condotto anche in luoghi spettacolari, senza doverli cercare su una cartina. 

Una volta ci fermammo in uno spiazzo apparentemente privo di sorprese, e invece passammo la notte accanto a delle terme di acqua trasparente. 

L’ acqua scendeva giù da una cascatella e creava un percorso di acqua calda e vapore in mezzo alla vegetazione: un paradiso inaspettato.

Una delle emozioni più grandi è stata quella di restare in contemplazione nella formazione rocciosa di “Ubirr”.

Altissime vibrazioni in questo luogo sacro, dove gli aborigeni abitavano in diversi rifugi naturali, creati da affioramenti rocciosi.

La formazione rocciosa si trova all’interno della regione di East Alligator del Kakadu National Park ed è nota per la sua arte rupestre.

Le pitture rupestri aborigene risalgono a 20000 anni fa, e raffigurano gli antenati della creazione e alcuni animali della zona come pesci gatto, triglie, tartarughe dal collo lungo e wallaby.

Entrare scalzi, in silenzio, con rispetto e in meditazione, in un villaggio che si sente ancora vivo, regala emozioni fortissime; appoggiando le mani sulle pareti rocciose, se ne sente ancora la vita.

Ammirando il panorama della pianura, dalla cima della roccia, sentii la presenza delle donne che da lì, guardando l’orizzonte al tramonto, aspettavano e pregavano per il ritorno degli uomini dalla caccia. 

In contemplazione, piansi.

Ma ora, è arrivato il momento di terminare questa prima parte del mio viaggio in Australia; il western richiede un articolo tutto suo, per essere raccontato.

In realtà di un viaggio si ricorda sempre molto di più; il viaggio è fatto soprattutto di tutte quelle emozioni, che trasformandosi in consapevolezze, ti vestono di una nuova vita, colma di gratitudine per il miracolo della splendida Madre Terra.

Se vi fa piacere stare con me, ora possiamo fermarci vicino ad una spiaggia, vi preparo un po’ di riso e ci godiamo insieme la creazione del prossimo tramonto.

Francy

17 commenti

  1. Luisa Zedda

    Francy che dire …bellissimo,,emozionante, fantastico…viene proprio voglia di fare un bel viaggio e vivere in mezzo alla natura!!!!! Veramente complimenti per come sei riuscita a trasmettere tutte le tue emozioni…sembrava di essere li con te. ❤❤❤

  2. Patrizia Pili

    Bellissimo racconto e sicuramente un grande amore .
    Felice di poter partecipare ad una serata con il sole che tramonta.
    Love ❤

  3. Renato sensibile

    Molta voglia di tornare a vedere i tramonti più vissuti del pianeta Terra, gli animali più curiosi/pericolosi e gli orizzonti più vasti.

  4. Valentina

    Che meraviglia Francesca…. condivido ogni tua sensazione perché anche io ho fatto un viaggio in quella terra stupenda. Mi ricordo tutto con una nitidezza e un calore particolari: la natura selvaggia, gli animali, le persone, le città grandi e piccole, le strade solitarie. Ma soprattutto gli orizzonti davvero senza fine. Aspetto la prossima puntata ?

  5. Nicola

    Grazie per questo tuo splendido racconto, ho sentito la strada ho percepito la presenza dei veri abitanti (animali e gli aborigeni il poppolo dei sogni )di quella sconfinata isola dei grandi misteri che ancora cela , son riuscito a vedere albe , tramonti e il sole cocente , grazie ancora Francy e buon viaggio

  6. Barbara

    Meraviglioso cammino con te..amica e sorella del mio cuore…È stato come se fossi lì al tuo fianco…sai come la penso…non smetterò mai di dirti ON THE ROAD..fin quando quel tempo,quello giusto lo sarà per noi…ti amo ???

  7. Ste

    Che belli questi ritagli di viaggio condivisi Fra… l’Australia per me è un sogno di bambina e grazie al tuo racconto, anche fotografico, ho avuto modo di vederne un pezzetto coi tuo grandi occhi che vedono grandi orizzonti. Grazie ????‍♀️???

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